che destino d’antrace quello
di un innamorato che cede il passo
ai propri doveri di frasi gia’ dette,
di nuvole stanche che coprono visi di
stagione protette.Speravo ci fosse
una pace divina per chi come me si
e’ arreso alle bracce del vento
desideranto le labbra che salivano
lente che coprono i sonni di pioggie ormai stanche.
tornare su i suoi passsi come rifare
una strada da cui siamo usciti per
la poca aderenza per la mescola
morbita per non essere giunti a temperatura di incendio…
tornare cosi’ con quel po’
d’esperienza imparata
sugli occhi degli occhi
sulle palpebre dei corpi
sulle veneture modali di
tutto cio’ che ci fa star bene.
Vince chi dimentica, e non chi ricorda…
ma io sono un delitto e l’amore e’ il mio movente e ‘
il desiderio la mia attenuante…
Quindi torno da lei annusando la sua porta di casa
anche se onn aprira’ anche se l’uscio del suo inguine
rimarra serrato come foglie di grano a gennaio…
Fino quando desidererò sarà pronto a
lottare che sia un sogno una donna
o un carezza autunnale…
Ditemi voi che avete spesso urigliato
all’amore se sia piu’ bellla un vita
di sole o un bacio strappato sotto un forte acquazone,,,
ritornare su di lei???? ma va stavo scherzando ….
avessi dalla mia ancora gli anni di certo lo farei …..
ma tra un po’ faro’ 20 anni proprio come lei…..
Inserito da: fa810n3 | Marzo 12, 2008
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